Punto di incontro di chi segue Zerocalcare

Daje Chicco: Devi Stampà!

Vi piacerebbe assistere in diretta al processo creativo di Zerocalcare nel momento in cui i suoi pensieri prendono forma, stare seduti sul suo divano a guardare una serie tv mentre disegna chino sulle sue tavole, assaggiare i suoi plum-cake, condividere le sue vitamine? 

Se la vostra risposta è sì, molto probabilmente ci sono gli estremi per una denuncia per stalking. 

Tuttavia se non è possibile assistere al momento immateriale della nascita dell’idea, sicuramente vi possiamo raccontare il momento in cui quelle idee diventano qualcosa di materiale, con un peso, un volume e addirittura un prezzo: sedetevi (e se siete seduti: rilassatevi!) e vi racconteremo come vengono stampate 100 mila copie di La scuola di pizze in faccia del professor Calcare

Perché preferire la carta quando tanti fumetti sono disponibili sul web, magari pure gratis?

Ce lo spiega l’amico Cinghiale: 

Una nostra libera interpretazione di un pensiero da Cinghiale sull’editoria moderna

Messaggio promozionale: 

“Il nuovo fumetto di Zerocalcare è in uscita il 21 ottobre pubblicato da Bao Publishing e raccoglie la maggior parte delle storie non ancora pubblicare provenienti dal suo blog, dalla sua pagina Facebook o da riviste e quotidiani con cui ha collaborato (Wired, Best Movie, Repubblica e l’Espresso). 304 pagine, 22 euro, disponibile OVUNQUE! “

Ringraziamo fin da subito Michele Foschini della casa editrice Bao Publishing, che ci ha permesso di assistere alla fase di stampa e ci ha messo in contatto con la Aquattro Servizi Grafici di Chivasso e in particolare con Francesco Bosco, che ci ha accompagnati nel tour, tra carta, inchiostri e macchine imponenti.

Ma cos’è A4? Un’autostrada o un formato UNI-ISO?  No, A4 è una tipografia che produce libri e fumetti per le migliori case editrici indipendenti in Italia(oltre a Bao collabora con Edizioni BD, Eris, J-Pop, con Star-Comics e con la Bonelli per i volumi di grande formato).  

Aquattro a Chivasso

Sfatiamo subito il primo mito: SÌ, la carta Fedrigoni esiste, non è un’invenzione dell’elfo dattilografo e nuovamente SÌ, è veramente una carta di qualità. 

Ma partiamo dall’inizio: innanzitutto la casa editrice fornisce ad A4 il libro impaginato in un file contenente tutte le tavole e la copertina. Il reparto grafico riceve tramite ftp il materiale e inizia a elaborare il pdf assemblando le pagine in modo tale da poterle stampare su fogli 70 x 100 cm, 16 tavole per foglio. 

In questa fase viene controllato che i font siano corretti, che non si siano spostati oltre ad altri mille particolari di calibratura in modo tale da ottenere una stampa di prova che dovrà essere approvata dalla casa editrice. Un paio di viaggi con il corriere, un cenno (o qualcosa di più) di approvazione e si è pronti per la stampa. 

La workstation

Tramite una workstation i pdf elaborati vengono mandati ad una macchina (Avalon, successore di Excalibur… no, non è una battuta!) che li stampa su lamine di alluminio 70×100. Questo è il “master” che finirà successivamente nella macchina offset. 

Occorre una lamina per ogni colore: nel caso del libro di Zerocalcare basta solo quella del nero essendo un fumetto in bianco e nero, ma se fosse stato a colori (come nel caso di Dodici) sarebbero servite altre 3 lamine, una per il giallo, una per il blu, una per il rosso. Per le copertine del decennale Bao serve un’ulteriore lamina per il colore oro del logo Cliff.

Queste lamine vengono conservate da A4 e serviranno in caso di eventuali ristampe. Guardate nella foto seguente se riconoscete qualcosa di familiare 

Foto dall’alto della tipografia: a destra il bestione, la macchina da stampa e a sinistra circa 1/10 dei bancali dell’ultimo libro di Zerocalcare

Una volta pronte tutte le lamine si procede alla stampa inserendola nella macchina offset, una Heidelberg Speedmaster: 11.000 stampe all’ora, sperando che non ci siano intoppi o che non finisca l’inchiostro, una nostra vecchia conoscenza… e occhio al promemoria. 

Non sapete cosa vuol dire 11.000 stampe all’ora. Guardatevi il video del mettifoglio della macchina da stampa!

Grazie alle spiegazioni di Francesco possiamo dirvi che il processo in uso presso A4 è di tipo offset: una stampa planografica indiretta, caratterizzata da alta risoluzione e definizione. Il funzionamento si basa sulla repulsione tra i liquidi, ovvero tra gli inchiostri, a base grassa, e il sottile strato d’acqua steso sulla lastra. L’inchiostro viene trasferito dalla lastra litografica sul caucciù e successivamente sulla carta. L’utilizzo del caucciù permette di aumentare la qualità della stampa su qualsiasi tipo di carta. 

La tecnica di stampa offset è simile alla litografia ma, a differenza di quest’ultima, dove il foglio è in contatto diretto con la lastra di alluminio, nell’offset, il processo impiega tre cilindri a contatto tra loro.

La matrice, ovvero la lastra in alluminio CTP (computer to plate), avvolta nel primo cilindro, viene impregnata dall’inchiostro, attraverso il rullo umidificatore e il rullo inchiostro. Sul secondo rullo è presente il caucciù che viene messo a contatto con il primo rullo. Il terzo rullo, infine, esercita la pressione sul rullo di caucciù, per ottenere la stampa finale sul foglio.

Paolo “Lo stampatore”

Durante le stampa vengono prelevati a campione fogli per il controllo qualità: si controlla che il colore sia corretto, non ci siano sbavature…  

Nella foto seguente la postazione per il controllo del reattore RBMK-1000… o forse no, dobbiamo smettere di scrivere più recensioni contemporaneamente: sotto le tavole si vedono i bottoni per una regolazione manuale dei calamai e garantire un livello di inchiostro efficiente durante tutta la stampa, anche  se le impostazioni generali alla macchina offset sono fornite dal reparto grafico.

Tutto sotto controllo!

A sinistra un calendario per ricordare che le scadenze sono imminenti e che esalta l’ideale di corpo secondo Zerocalcare, no dai… seriamente è una nostra modifica per venire incontro alla sensibilità da orsolina del nostro autore preferito.

A destra, quel foglio verde e apparentemente insignificante in realtà è molto importante, è la scheda lavorazione e il suo colore indica che si sta usando carta certificata FSC® (www.fsc.org), ovvero carta le cui materie prime derivano da coltivazioni gestite in modo responsabile. È adottata da anni da Bao per molti suoi volumi, sicuramente per tutti quelli di Zerocalcare, molto attento a questi aspetti fin dalla sua prima autoproduzione.

E poi? 

E poi si va avanti perché ogni foglio che racchiude le 16 tavole deve essere stampato 100.000 volte, fronte –retro e poi si cambia lamina e poi altre 100.000 volte… fino a completare tutti i fogli del libro e poi c’è la copertina e poi va spostato, accatastato, trasportato. 

Siamo giunti finalmente alla conclusione? No, ovviamente no, mica si vendono i fogli sfusi! 

I fogli stampati verranno inviati al rilegatore che, in caso di una edizione in copertina rigida come questa, li cucirà e provvederà a incassarli nella copertina, l’ultima fase prima della distribuzione e che porterà finalmente il libro nelle vostre mani. 

Ringraziamo ancora Bao per averci permesso di vedere, in prima persona e in anteprima, la realizzazione materiale di un libro di Zerocalcare e A4 per averci mostrato la grande qualità del loro lavoro, che, come sempre, ci garantisce un vero piacere di lettura. 

Andrea e Federico — ZFC

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